Villa La Gioiosa

La Villa

La villa settecentesca, immersa in un parco-terrazzo naturale si affaccia sulla città e sull’arco alpino piemontese; è il luogo ideale per organizzare in ogni periodo dell’anno eventi, ricevimenti, congressi ed incontri di lavoro.
Al suo interno si trovano una sala e un salone, quest'ultimo con una scala in legno arricchita da una ringhiera in ferro battuto che porta a due sale comunicanti fra di loro al piano superiore che permettono di ospitare e di servire al tavolo 60 persone. Queste due sale si aprono su un terrazzo sulla città e su un bosco di Tassi secolari che porta alla parte esterna dove all'occorrenza si possono allestire pagode e padiglioni, luogo ideale per organizzare eventi all'aperto anche per un numero maggiore di ospiti, con suggestivo scenario serale e notturno arricchito dalla presenza di 30000 lucine che incorniciano tutta la villa. In una porzione del prato, di fianco alla Limonaia, è presente una piscina con acqua salata che si affaccia su una vista magnifica della città di Torino.

Tutti gli spazi interni sono dotati di riscaldamento per i mesi invernali e possibilità di sgombero neve. 
La villa situata sulla collina torinese, a soli 6 Km dal centro urbano, è facilmente raggiungibile da ogni zona cittadina, agevolmente accessibile dai principali raccordi autostradali e inoltre raggiungibile tramite la Tramvia Sassi-Superga. La "Dentera" ha la stazione alla Basilica di Superga che dista 100 mt dall'ingresso pedonale della villa ed attraverso una porticina rossa immersa nel bosco dei Tassi, si raggiunge Villa la Gioiosa.
Un parcheggio è a disposizione degli ospiti all’interno del parco privato.

 

La Storia

Sorta agli inizi del settecento, questa casa costituiva l'ultima postazione della frazione di Sassi per portare le pietre destinate alla costruzione della Basilica di Superga, che richiese quindici anni ed impegnò oltre settemila uomini. L'imponente pozzo pubblico, che ancora oggi si erge dinanzi alla facciata, rappresentava l'agognato momento di ristoro. Come antica testimonianza di questa epica impresa sono rimasti alcuni sassi in un angolo del grande spiazzo erboso, piccole sculture dell'epoca passata. 

Al corpo centrale della Villa si è successivamente unito il rustico confinante. Ne deriva un effetto architettonico originale creato da piani sfalsati ma armonizzati da finiture e dettagli come le inferiate eseguite da artigiani su disegno d'epoca. La facciata è caratterizzata da un'audace giallo intenso accompagnato dal rosso geranio per gli infissi, in antitesi alla sobria tradizione piemontese dei toni pastello. Tutta l'abitazione riflette la ridondanza di colore usato senza parsimonia, trasgressivo, giocato sulle tonalità giallo sole, rosso pompeiano e verde brillante. 

Citazioni tradizionali come la vecchia scala in pietra, i pavimenti in legno di noce e il soffitto a volta sottolineano la vocazione agreste dell'abitazione dai lunghi corridoi ombrosi, il saliscendi degli scalini, i balconi e la terrazza affacciati sul fresco delle piante secolari. 

E' sul fascino inesauribile della natura circostante che le padrone di casa amano indugiare: su quelle cinquantotto finestre aperte sulla città per abbracciare l'arco alpino e che svelano nel bosco, tra la roccia e l'edera, una romantica scaletta che conduce alla Basilica di Superga.

Lo sguardo si spinge sulla massa fiorita di bignonia che si arrampica lungo i balconi in segno beneaugurante secondo la tradizione della campagna piemontese; intorno il platano e l'ippocastano di duecentosessanta anni svettano nella grande corte a guardia della casa. 

("Case di Torino", Sisi Copercini Cazzaniga, edizione Adarte - 2009)